La libertà di dire, fare, vivere senza paure

Da quassù sembra tutto un po’ più chiaro. Anche se le case sono così piccole da non distinguersi e le persone neanche si vedono. Da quassù sembra che tutto il resto non esista, persino la paura sembra un sentimento lontano, piccolo. Lascia spazio allo stupore.
Ho sempre pensato di poter fare tutto nella vita, di essere libera di viaggiare, esplorare, dire sempre la mia. Ho sempre pensato che, anche se a volte alcune cose non sono in grado di condividerle, tuttavia ho il dovere morale di accettarle.
Oggi mi sono sentita piccola. Più piccola di queste case viste dall’alto. Più piccola della paura. Intenta a pubblicare il mio nuovo articolo su un personaggio che amo particolarmente, mi sono distratta un attimo e ho visto intorno a me la “normalità” di un aeroporto spaventosamente grande come può esserlo quello di Madrid, uno dei più grandi d’Europa.
Guardavo i bambini rincorrersi, i ragazzi raccontare con il sorriso stampato in faccia il viaggio che avevano fatto o che si apprestavano a fare. Guardavo le valigie, l’entusiasmo, l’amore per la vita. Mi sono sentita stupida. Io e il mio stupido post.
Mi accorgevo di quanto fossi piccola di fronte alla paura che tutto quello potesse essere spazzato via. Da una bomba. Da un camion. Da un un folle mandato da chissà chi a seminare il terrore. Ho pensato che c’era chi, come me, seduto magari ad aspettare una metro, oppure a prendere un caffè o ad ascoltare musica ad un concerto, e adesso non c’era più. Ho pensato che quel qualcuno poteva essere mia sorella, un mio amico, una qualsiasi persona a me cara. Potevo essere io.
Non ho mai amato la parola “normalità”, non sono mai riuscita a darne una definizione chiara, in fondo cos’è questa normalità di cui tutti parlano sempre?
Se la normalità significa poter vivere potendo fare ripetutamente e senza alcun impedimento ciò che ci fa stare bene. Beh, voglio che continui questa normalità, e che la paura che possa lasciare posto al terrore svanisca insieme ai sogni di gloria di uomini che si nutrono del sangue e dei sogni di gente innocente. Alla fine ho spento il telefono e acceso la mente, ho attraversato i controlli, mi sono imbarcata e ho fatto tutto il viaggio guardando giù. Sapete, da quassù sembra tutto un po’ più chiaro.