Alice nel Paese delle Meraviglie, molto più di un semplice romanzo di fantasia

Pubblicato nel 1865 “Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, più comunemente conosciuto con il titolo ridotto di “Alice nel Paese delle Meraviglie” è un bellissimo romanzo di fantasia scritto dal matematico e reverendo inglese Charles Lutwidge Dodgson, noto come Lewis Carroll. Apparentemente sembrerebbe un’opera per bambini scritta da qualcuno con una fantasia immensa. In realtà ciò che si nasconde dietro le parole e le azioni dei personaggi è frutto di un ingegno a dir poco incredibile.
Quindi, cosa nasconde in realtà quest’opera?
Molto più di quanto possiate immaginare. Scopriamolo insieme!

Già il fatto stesso che sia stato scritto da un matematico ci dice molto. In alcune parti del racconto, infatti, i ragionamenti apparentemente deliranti e senza senso dei protagonisti, sono basati su calcoli matematici e constatazioni tutt’altro che prive di un nesso logico, anzi, l’opera si basa interamente su questo. Da ciò deriva una difficoltà consistente per tutti i lettori che si apprestano a leggerla in una lingua diversa dall’inglese. Il testo, infatti, è pieno di giochi di parole, figure retoriche e proverbi che, se tradotti dall’inglese, perdono il loro valore originario e ci appaiono quasi come parole buttate lì senza alcun legame apparente tra di loro. E’ quello che purtroppo è successo anche a me la prima volta che lo lessi in italiano. Se volete un consiglio, quindi, è di approcciarvi all’opera scritta in lingua originale.
Vi assicuro che ne avrete tutta un’altra percezione! Vi propongo questa bellissima edizione in lingua originale e illustrata, che costa davvero pochissimo!

Tra giochi matematici, linguistici e riferimenti continui alla fisica e alla logica, Carroll ci porterà non solo in un mondo magico e appunto meraviglioso, ma saprà utilizzare tutti questi ingredienti per far fare ad Alice, e insieme a lei, anche a noi, un viaggio che potremmo definire “folle”. Pensiamo all’incontro con il Cappellaio Matto e il Ghiro! E vogliamo parlare della tanto amata-odiata Regina di Cuori? A parte la sua incontrollabile mania di voler far tagliare la testa a chiunque, io la trovo semplicemente un mito!

Numerose sono state le trasposizioni cinematografiche del romanzo, dal 1903 fino ad oggi tantissimi registi e sceneggiatori si sono cimentati nella riproduzione di un Paese, che a mio avviso, non può essere rappresentato nell’immaginario collettivo.
Ognuno di noi dovrebbe leggere il libro per avere la sua personale visione di quello che è davvero il Paese delle Meraviglie.
Personalmente considero questo libro uno di quei classici che, anche fra mille anni, avrà comunque qualcosa da dirci. Un’opera senza tempo e pronta sempre a stupirci. Immortale!